02/12

 

Di tutte le mancanze

in quest’ora

 

il fruscio delle foglie secche

dell’istrice, del piccolo riccio

della corsa furtiva della volpe

 

il battito d’ali degli uccelli notturni

su fino ai rami degli alberi signori

 

i loro occhi brillanti su di me

i loro canti che iniziano

insieme al vento leggero.

 

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Tienila stretta la speranza

 

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Tienila stretta la speranza:

anche quando non sembra che una flebile luce d’angolo

nella stanza buia d’una notte scesa troppo presto

 

anche quando é solo l’eco di un’alba lontana

il ricordo velato di un sorriso sul cuscino

di una goccia di dolcezza

arrivata per caso, scivolata, già perduta.

 

Come l’ultima lacrima

nella preghiera al cielo che hai inventato

stretta nel petto, tra le dita, tienila

 

tra le strade lastricate di nulla

verso i binari di domani

come segreta, invisibile

partenza.

 

Ho messo in fila le mie parole

E’ stato come

ritornare a casa

(in tutte le case)

 

è stato come lucidare gli argenti

sfogliando le ore buie e quelle brillanti

 

(le musiche a ondeggiare sopra al frastuono)

 

è stato come temperare i colori

(tutti i colori)

riordinare i pennelli

le vaschette degli acquerelli, pulite.

 

E sotto alle coperte di sogni

ormai troppo sottili

(comunque)

un tepore.

 

Il mio fiore (che non marcisce) per lei

(un esperimento fonetico a ritmo costante)

 

13/01/06

 

Vengo da te

per l’ultima volta

 

vengo da te

per capire

se è vero

 

ancor più sola

vengo

ancor più smarrita

guardo

 

e tra le lacrime

rotaie

intrecciate

e pietre

sporche

e un orologio

blu

e un gabbiano

lento

e una nave

lontana

e alberi

spogli

nella nebbia

increduli

scorrono.

 

Vengo da te

e il giorno

sconvolto

tramonta

e una fila di luci

s’accende

e il cuore

si stringe

ancora

e ancora:

 

cerca

il tuo sorriso

che non vedrò

e la tua voce

che non udrò.

 

La strada é a senso unico: avanti

In nessun caso – mai – guardare indietro: questo è senz’altro – e sempre – estremamente pericoloso. Neanche quando il panorama passato sembrerà migliore e più interessante del tratto di strada attuale.

Nella migliore delle ipotesi facendolo si rischia di andare a sbattere contro un lampione, nella peggiore di cadere in un burrone. Anche se miracolosamente se ne esca illesi, uno stato di malinconia generale e assoluta tristezza intossicherà comunque immediatamente l’organismo e l’anima, fino a offuscare anche gli occhi, rendendo impossibile continuare il cammino.

(aggiornata la pagina info)

28/10

 

Quando non mi trovi è perché mi sono persa

tra il rombo dei motori, il rullìo degli pneumatici in corsa

il ronzio degli aspiratori di quel ristorante sul retro

una sega elettrica, dentro a un garage.

 

Sono perduta come quei trilli lontani d’uccelli tra un fragore e l’altro

come la musica della pioggia

le voci del vento.

 

Guardo lo spicchio di cielo grigio tra le case

le gocce scivolare sui vetri

il grande tiglio che dondola muto le foglie gialle

ma non so se l’autunno mi troverà.

 

Il mio cuore non é venuto con me

 

Non è nel rumore di queste strade grigie

negli alberi conficcati nei marciapiedi

 

(agli incroci cadono le parole, morendo come le foglie incolori

spazzate via dalle donne stizzite sulle soglie)

 

non c’è il mio cuore:

stretto alle sbarre dell’autobus in corsa

gli occhi in fuga sul campanello rosso

inghiottito dalle strisce pedonali

arrivato nella schiena premuta sulla porta

finalmente chiusa.