“Siamo tutti sc…

“Siamo tutti schiavi del destino: qualcuno é legato con una lunga catena d’oro, altri con una catena corta e di vile metallo. Ma che importanza ha? La medesima prigione rinchiude tutti…” Seneca

Per ricominciare bisogna saper accettare le nuove strade che ci pone il destino: non esiste cosa più difficile. Ma più ti ribelli, più ti dibatti, più le catene feriranno.

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In un angolo

Quando la gattina selvatica è entrata in casa credevo che si sarebbe messa ad esplorare… invece è andata di corsa a rintanarsi nell’angolo più remoto e più buio, dove si è messa a piangere forte, di un lamento irrefrenabile.

L’ho fatto anch’io, ma nessuno é venuto a parlarmi con dolcezza, né ad indicarmi la via per la libertà.

Vita

Alba, Settembre 2013

 

Sorge
(anche se non vedi)
pulsa
preme
(anche se non senti)
scorre
sboccia
s o f f i a
(anche se non vuoi)
brucia!
strugge
p a l p i t a n d o
(non ricordi?)

ostinata
ribelle
protesa
nuda
cruda
vita

da dentro
t’afferra
ti chiama
da dentro
sorge

vedi
(un mattino, un cuscino,
un leggero chiarore).

Più su

L’unico motivo per cui ti scrivo é che ieri sono passata per la strada che facevi tu quando mi dicevi “sono a casa, vengo giù”. Non ho mai saputo qual’é la tua casa, comunque certo so qual’è il paese che adesso per coincidenza anche se tu non lo sai qualche volta attraverso, quello dal quale a sentirti scendevi. E così ieri all’improvviso guidando ti ho immaginato al volante proprio nello stesso tratto e mi sono resa conto, come si dice, della cruda realtà, quella che è diversa quando la vedi da come te l’avevano raccontata e te l’eri immaginata. Perchè, diciamo la verità, non è davvero tutta questa gran discesa: piuttosto è una serie di curve leggermente digradanti verso la valle, quasi sempre in piano, anzi a un certo punto dopo quel ponticello quasi risale, ma tu ti sei sempre posto come dire? Più su? Soprattutto all’inizio c’era sempre, diciamolo dai, qualcosa che tu sapevi fare, oppure di sicuro fare meglio, senz’altro la mia casa comunque secondo te era decisamente più giù, infossata arrivasti a dire un giorno, che di lì non avrei mai visto il sole. Come se tu fossi venuto da dove? Da una specie di Passo Paradiso? E dove tornavi quando risalivi? Alla più assolata delle dimore, così luminosa che ci vive è costretto a nascondersi fino a dormire in garage! Non te la prendere dai, d’altronde me l’hai raccontato tu non ti ricordi? Che per non dormire con lei dormivi nel garage; comunque anche lì la rivoltasti, dicendomi che laggiù era più fresco, e tu si sa, soffri il caldo. Con la coda dell’occhio passando ho sbirciato qualche serranda di garage ieri, lo ammetto.  Se ti avessi visto forse ti avrei detto quanto ero dovuta scendere, per arrivare fino a lì.