Cara Fiona

martedì ho venduto le sedie. Sai quelle belle sedie impagliate che avevo preso per la cucina e che stavano così bene intorno al grande tavolo? Sì, quelle sedie su cui ci siamo sedute tutte insieme quando sei venuta a mangiare, a bere, a parlare dell’amore quello che esiste, come scrivesti la prima volta quando te ne andasti. Bene, mi sono detta che non avrei mai potuto mettere quelle sedie intorno ad un altro tavolo ed è andata a finire che se le é portate via un grasso signore e non so come è riuscito a farle entrare tutte nella sua macchina insieme a lui stesso ma infine ce l’ha fatta anche sotto la pioggia.

Io gliele avevo preparate qui vicino alla nuova porta, spolverate ed impilate due a due, sai come siamo certe volte, ma mentre toglievo qualche ragnatela da sotto e mi domandavo se fossero ragnatele vecchie oppure nuove, mi sono accorta che mi tornavano alla mente le persone che si erano sedute su quelle sedie prima e dopo di voi. Ho rivisto insieme alle chiacchiere di noi donne qualche festa di gruppo quando erano state tutte occupate, ma anche qualche mattino silenzioso quando qualche coppia di clienti si godeva la colazione guardando fuori dalle incantevoli finestre ed attardandosi su una seconda fetta di crostata mi parlava anche della loro casa, delle loro vite, di dove venivano e di dove sarebbero andati quel giorno.

I muratori. I giardinieri. Lo strano prete. Il mio primo amore, e l’ultimo. I giornalisti. Il veggente. I miei amici di sempre ed i nuovi amici come voi. I musicisti. Il poeta. L’ispettore.  E ancora. Ma il peggio è venuto te lo dico che tanto so bene che a te posso dire tutto, è stato quando mi sono vista in tante occasioni io stessa seduta su una di quelle sedie, a quello che era il mio posto.

E’ per questo che non mi faccio sentire: ho ancora ferite aperte, ti prego perdonami. Ma quel giorno quando sono partite le sedie ho fatto delle frittelle di carnevale sicura che anche tu a quell’ora stavi impastando qualcosa e forse ti stavi anche inavvertitamente infarinando anche i capelli ed ho avuto il presentimento che il momento di rivederci si avvicina. A un altro tavolo, con altre sedie? O ci siederemo davanti al mare?

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