31/05

Come si fondono realtà e fantasia? (Buona domenica)

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Quando mi lasci

Non mi lasciare

(quando mi lasci vado ancora più indietro)

vado vagando nelle pieghe d’una crocchia che s’annoda, d’una sedia da cucina

d’un vestito da fatina, d’un cortile, d’una voce

vado

indietro

e indietro

(e non c’é luce).

Non mi lasciare,

tienimi con te.

Le mani

– Ti piacciono tanto i libri, vero?
Mi ha chiesto la piccola.
Eravamo uscite dalla libreria e camminavamo lungo il viale. Lei saltellava anche, come faceva spesso mentre camminava, ora tenendomi la mano ora lasciandola e poi tornando ancora come faceva, come un uccellino, come una farfallina. Anche qualche ciocca di capelli le saltellava a tratti così, sulle spalle.
– Certo. Le ho detto. Sì, tanto.
– Si vede dalle tue mani zia, ha detto. Da come li prendi, come li apri, come li tocchi, ha detto. Hai come delle mani adatte.
Ha aggiunto. Pensosa, poi sorridente. Poi ha fatto altri due saltelli e la manina è tornata nella mia, in tempo per il semaforo.

Ancora una volta

ancora una volta

Ancora una volta

a riappropriarti della terra

che l’inverno ha rubato

a strappargliela

ti costringi

illudendoti di radicare

almeno un po’

che niente ti porti via

di nuovo

e ti costringi a nutrire, a nutrirti

che non si fermi il cuore.

10/05

Cerchi quiete
nella follia di certi oggetti, allineati
in certe lucide sequenze
di gesti
forgiati, pressati
cerchi

con le dita

(la quercia spoglia si è vestita, quand’è stato?)

e un altro assiolo
cigola.