29/11

Tram2

In questo salire, estraniarsi, celarsi
in questa prigione distante

(le mura verdi striate di gelo luccicheranno silenti)

gli occhi del cuore arrossiti
in una piccola attesa

(quando la notte scende).

 

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12/11

Scricchiola il bosco:
saranno l’uccello, la castagna caduta
saranno le foglie sotto alle zampette del riccio
saranno la volpe che quassù si nasconde
lo scoiattolo, il fagiano
e chissà chi
frugando, fremendo.

Sarà tutto quel che non vedi
mentre la nebbia l’avvolge
che è già buio e pensavi finisse
la voglia, la vita.

09/11

Di certe invisibili ferite
(senza una carezza)
mai lenite

del sangue
dell’oblio
del bruciare

dell’eppure rivestirsi
del truccarsi
(senz’anima)

senza sentire, senza sapere da dove
ricominciare.

06/11

Colline

La follia non può salire fino a qui

lei non sa
di queste verdi salite e discese
delle voci delle colline
dei lievi trilli nell’alba
dei sogni perduti che si vestono
per arrossare – presto – i boschi
dei tramonti
ancora lucenti

la follia si è fermata in città.

Una fuga

Ecco, mi fermo. La lingua smette di battere, la testa di pulsare, le gambe di andare, io tutta meravigliosamente di dover fare. Mi fermo: il respiro quieto come le foglie gialle.
Ecco, taccio. Che se taccio sarà come se non fosse mai successo.
Ecco, faccio come faceva lei continuamente: dormo. Che se dormo non lo vedrò, e neanche lo ricorderò.
E’ una fuga senza biglietto e senza valigia questa mia, senza passaporto, senza attese.

02/11

Ti direi di quegli sguardi muti

di quell’angolo perfetto in cui poi rifugiandomi
ritorno nel quando era casa
di quella vera luce d’autunno che filtrava
un raggio fino alla gatta sonnecchiando sul baule
dello sfogliarsi dei due tigli
le foglie come ballerine
delle mie dita leggiadre
delle speranze arricciolate

di noi due ormai come estranei
in questo non tempo, non colore, non amore.