15/01

 

All’imbrunire quest’orrore di silenzio:
il mio nemico

che mi batte, che m’atterra
mi ricopre, mi sotterra

immagino che non mi morderà
che non m’azzannerà
alla gola
che
ancora
non mi ferirà

immagino che
s e n z a   p e s o
sto imparando a galleggiare
come fossi nel mio mare.

 

 

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I primi fogli

Agenda

A piccoli, lenti passi
s  f  o  g  l  i  a  n  o
i piccoli, lenti
r  e  s  p  i  r  i
d’una linea azzurra
che curva, che avanza

intorno confini
di nulla, di bianco
intorno silenzio
chiudendo cassetti

intorno un profumo
d  i   n  u  o  v o.

 

L’ho iniziato con mimi:

per colazione ci siamo divise una madeleine.
E’ stato strano sai, come proprio lei che a quell’ora ultimamente non si sa mai dove é nascosta e no non si é smentita neanche il primo dell’anno, e soprattutto proprio lei che non cerca quasi mai dei dolci (comunque guarda, come me) si sia precipitata sul mio letto proprio nell’istante in cui la scartavo e già deliziata al primo morso pensavo “sì, proprio una vera madeleine”! Lei a fine balzo immobile si é messa ad annusarla. Ma non annusava come fa sempre e con tutto che tanto annusa quasi di continuo, giusto? No… annusava come l’ho vista fare finora solo con certi particolari fiori per esempio, con quell’espressione che ha quasi socchiudesse anche gli occhi, con un’estrema lentezza certo deliziata inclinando un po’ il musetto, la stessa che ha mantenuto quando gliene ho dato un pezzetto, che si è messa a mangiare sul mio palmo. Ci ha messo un tempo praticamente infinito, una briciola dopo l’altra, dopodichè per altrettanto si é leccata i baffi alla perfezione, mentre finivo il caffé.