I punti

ric

punto su punto

istante su istante

r  e  s  p  i  r  i

su respiri

 

giorni e notti tessuti

di musiche e silenzi, di risa e di singulti

filati nella luce

sospesi dentro al buio

lasciati, rigirati, ripresi, ricontati

stretti

d  i  s  t  e  s  i

 

amati e odiati

rimirati e ignorati

mai rinnegati

punti

i  n  f  i  n  i  t  i

 

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29/11

Rimaniamo sempre io e te sulle due sponde opposte: ruscello o fiume, mare o oceano che ti sembrino, così come ti sembrano impossibili da attraversare.

Anch’io infine te lo dico ho imparato da te a rimanere ferma, guardando l’orizzonte. E l’orizzonte è diventato poi prima un quartiere, poi un muro, poi quel tetto orrendo cosparso di mattoni, quell’angolo buio dove di notte nasce la paura, finché ho chiuso anche la finestra per non vederli e ho acceso la luce. Certo ancora lo faccio, certo, anche in pieno giorno. Lo chiudo fuori il desiderio di te, che non sono più la stessa, quella che sorrideva dalla sponda opposta e come dicevano? Sospirava. Mi domando adesso che mi manca il fiato, come facessi.