Io vengo a romperti i pensieri

(come riconosci un poeta quando ne vedi uno?)

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Tienila stretta la speranza

 

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Tienila stretta la speranza:

anche quando non sembra che una flebile luce d’angolo

nella stanza buia d’una notte scesa troppo presto

 

anche quando é solo l’eco di un’alba lontana

il ricordo velato di un sorriso sul cuscino

di una goccia di dolcezza

arrivata per caso, scivolata, già perduta.

 

Come l’ultima lacrima

nella preghiera al cielo che hai inventato

stretta nel petto, tra le dita, tienila

 

tra le strade lastricate di nulla

verso i binari di domani

come segreta, invisibile

partenza.

 

Ho messo in fila le mie parole

E’ stato come

ritornare a casa

(in tutte le case)

 

è stato come lucidare gli argenti

sfogliando le ore buie e quelle brillanti

 

(le musiche a ondeggiare sopra al frastuono)

 

è stato come temperare i colori

(tutti i colori)

riordinare i pennelli

le vaschette degli acquerelli, pulite.

 

E sotto alle coperte di sogni

ormai troppo sottili

(comunque)

un tepore.

 

Il mio fiore (che non marcisce) per lei

(un esperimento fonetico a ritmo costante)

 

13/01/06

 

Vengo da te

per l’ultima volta

 

vengo da te

per capire

se è vero

 

ancor più sola

vengo

ancor più smarrita

guardo

 

e tra le lacrime

rotaie

intrecciate

e pietre

sporche

e un orologio

blu

e un gabbiano

lento

e una nave

lontana

e alberi

spogli

nella nebbia

increduli

scorrono.

 

Vengo da te

e il giorno

sconvolto

tramonta

e una fila di luci

s’accende

e il cuore

si stringe

ancora

e ancora:

 

cerca

il tuo sorriso

che non vedrò

e la tua voce

che non udrò.

 

La strada é a senso unico: avanti

In nessun caso – mai – guardare indietro: questo è senz’altro – e sempre – estremamente pericoloso. Neanche quando il panorama passato sembrerà migliore e più interessante del tratto di strada attuale.

Nella migliore delle ipotesi facendolo si rischia di andare a sbattere contro un lampione, nella peggiore di cadere in un burrone. Anche se miracolosamente se ne esca illesi, uno stato di malinconia generale e assoluta tristezza intossicherà comunque immediatamente l’organismo e l’anima, fino a offuscare anche gli occhi, rendendo impossibile continuare il cammino.

(aggiornata la pagina info)