25/04

Che poi dicendolo,

raccontandolo:

di quelli acquattati sul confine

tra i cespugli, a portarti via

dei limiti più incredibili che hai visto andando, tornando

di tutte le dimensioni dove scompari, riappari

del terrore, del sollievo del ritorno

vincendo, respirando

per uno solo dei suoi sguardi

per uno solo dei suoi baci…

(non c’eri, ma ti aspettavo ancora).

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Decifrando

angelo

Torno indietro mia cara: mentre pensavo di andare avanti questa strada invece mi porta più indietro che mai, e lì, in questi angoli che dovrei conoscere alla perfezione mi costringe a guardare, studiare, scavare più a fondo di quanto non abbia mai fatto, mentre tutto stranamente mi appare un po’ diverso e soprattutto mentre

  1. non so neanche più se mi trovo nel passato o nel presente
  2. non so dov’é il nodo da sciogliere, l’enigma da decifrare tanto appaiono come certe misteriose e scolorite iscrizioni, questi miei giorni.

Così mi fermo, osservo, come gli storici prima arretrando di qualche passo, poi tornando da più vicino, ma siccome

  1. non so dove dovrei puntare il dito indicando come loro con quella specie di sapiente leggerezza mentre cominciano a tradurre declamando lentamente sillaba per sillaba ormai con sicurezza a voce alta, con malcelata soddisfazione così vicina alla felicità, io no! 4. Non so! Taccio allora, continuo a guardare e a tacere e non dico niente di quello che è neanche a te, non ti dico che non ho decifrato ancora niente ed il peso dei miei giorni è lo stesso a sera quando torno e li metto sulla bilancia come sempre e neanche che il mio angelo continua a mancarmi. Io non ho mai visto il suo volto e neanche le sue ali, ma mi manca la sua voce…