La strada é a senso unico: avanti

In nessun caso – mai – guardare indietro: questo è senz’altro – e sempre – estremamente pericoloso. Neanche quando il panorama passato sembrerà migliore e più interessante del tratto di strada attuale.

Nella migliore delle ipotesi facendolo si rischia di andare a sbattere contro un lampione, nella peggiore di cadere in un burrone. Anche se miracolosamente se ne esca illesi, uno stato di malinconia generale e assoluta tristezza intossicherà comunque immediatamente l’organismo e l’anima, fino a offuscare anche gli occhi, rendendo impossibile continuare il cammino.

(aggiornata la pagina info)

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28/08

Ti scriverei da qui: ti direi del viaggio che è stato in avanti eppure certamente anche all’indietro, di un’andata che nello stesso tempo diresti anche un ritorno.

Avresti ragione se le cose fossero ancora al loro posto, tipo se l’orologio fosse ancora sulla parete a destra del camino, di quei gesti ho scoperto uno fa per tanto tempo e poi continua anche quando quello che sapevi non c’è più. Mi sono ricordata infatti di dov’era appeso quell’orologio perché i miei occhi si sono messi a cercarlo di quando in quando lassù nei momenti più impensati, ci credi? Mica guardavano verso quello nuovo, no, quello era come se non ci fosse. Lo sguardo fissava quel punto che ora è bianco del muro, mentre la domanda restava e resta: ma che ora è?

Ti scriverei comunque a quest’ora e da questo punto da cui vedo l’albero fuori dalla finestra a sinistra ed uno squarcio di tramonto fuori di quella a destra: un punto nuovo che ho trovato adesso anche se non so se è all’andata o al ritorno e da dove c’è del verde di là, del giallo e del rosso di qua.

Ti aspetterei qui.

 

20/10

Il pelo candido é ricresciuto dov’erano le ferite, anche le unghie che si erano strappate sono ricresciute.

Lei come ha sempre fatto cammina: male ma cammina; corre: male ma corre; lei si arrampica, salta, atterra, va e viene comunque, ma non si allontana più, non più di tanto. Lei torna presto, scruta, resta.

(non ti allontanare, non ti allontanare)

(…)

Ibiscus

Ibi2.jpg

Non è lo stesso arbusto

non è lo stesso fiore

non è lo stesso colore

 

non é nello stesso angolo incantato

ma in uno squallido giardino di periferia.

 

Non sono

con lo stesso cuore

non amo

 

che una luce ancora da venire

che un fiore ancora da sbocciare.

 

02/06

 

E’ quando si spengono i verdi:

quelli lontani, scuri dei monti

quelli sotto delle colline

dei boschi

dei campi

dei prati

dell’orto

 

é quando

la quercia, la ginestra, la rosellina

si spengono

inghiottiti dal buio

 

é in quello sgomento

della girandola ferma

 

che l’usignuolo.

 

(…)

 

C’era il portone aperto

C’era il portone tutto aperto.

Possono mandarti via in qualunque momento. Preparati. Possono prenderti, spingerti, strapparti, via, da tutto. Da tutto quello che avevi piantato e coltivato, da quello che avevi pulito e lucidato, da quello che avevi amato, cullato, quello cui avevi cantato. Via, che non saprai più quando è sole, nè cosa, il sole, sia.

C’era il portone tutto aperto, qualcuno l’aveva spalancato. Un fascio di sole inondava l’ingresso quasi fino a metà, e alla fine c’era l’ombra dei riccioli della lunetta. C’era il portone tutto aperto, e non era per entrare.

“Vivere è esser…

“Vivere è essere un altro. Neppure sentire è possibile se si sente oggi come si è sentito ieri: sentire oggi come si è sentito ieri non è sentire, è ricordare oggi quello che si è sentito ieri, è essere il cadavere vivo di ciò che ieri è stata la vita. Cancellare tutto dalla lavagna da un giorno all’altro, essere nuovo ad ogni alba, in una nuova realtà perpetua dell’emozione: questo e solo questo vale la pena di essere o di avere, per essere o avere quello che in modo imperfetto siamo”.

da: F.Pessoa, Il libro dell’inquietudine

L’utopia…

“Siamo tutti sc…

“Siamo tutti schiavi del destino: qualcuno é legato con una lunga catena d’oro, altri con una catena corta e di vile metallo. Ma che importanza ha? La medesima prigione rinchiude tutti…” Seneca

Per ricominciare bisogna saper accettare le nuove strade che ci pone il destino: non esiste cosa più difficile. Ma più ti ribelli, più ti dibatti, più le catene feriranno.