Ringrazio

(visto che sembra terapeutico, proviamolo)

 

per tutto quello che ho visto

per gli occhi, ringrazio

per tutti i verdi

(le mie dita tra i fiori e sul muschio, le mie braccia intorno agli arbusti)

per tutti gli azzurri di tutti i miei cieli, di tutti i miei mari

(le mie labbra baciate dai venti, immerse fra le onde)

 

per le altezze e per i fuochi delle profondità

ringrazio

per i tremiti e il calore

per l’amore nel petto di un abbraccio

 

e per tutti gli incroci, i bivi coi precipizi a lato

per tutti i passi su tutte le strade

con i fari o il buio

(sperando ne restassero le mie orme).

 

(…)

 

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11/06

 

E’ nell’ape che fa l’amore coi fiori di tiglio

in questo profumo

in questi lenti istanti della sera

 

la vita.

 

31/10

Il mattino dopo abbiamo scherzato sulla faglia: abbiamo detto di andare un giorno lassù su quella montagna per guardarla da vicino e allora scegliere dove ci sarebbe piaciuto di più stare un giorno, se di qua o di là, se a nord o a sud, se a destra o a sinistra di quella strana spaccatura nera. Abbiamo fantasticato sul panorama di qua e di là, sullo strapiombo verde azzurro,  e forse in fondo il mare.

Ma poi la terra ha ricominciato a tremare: tremano le vene con la mente e con i passi, sprofondano nelle viscere della terra le vane certezze, le guerre, le ansie, le gioie, i pensieri

s v a n i t i

che è solo terrore, smarrito

respiro

in ascolto

sospeso.

 

(…)

20/10

Il pelo candido é ricresciuto dov’erano le ferite, anche le unghie che si erano strappate sono ricresciute.

Lei come ha sempre fatto cammina: male ma cammina; corre: male ma corre; lei si arrampica, salta, atterra, va e viene comunque, ma non si allontana più, non più di tanto. Lei torna presto, scruta, resta.

(non ti allontanare, non ti allontanare)

(…)

Con gli occhi socchiusi

Sarebbe facile, così:

distesi al sole

tutti i pensieri, le angosce, i ricordi, tutti quei passi, gli sguardi, le voci, i motivi, le stanze, le porte, le chiavi! tutti quei nodi, gli strappi, le spinte, le urla tra i denti, le mani ferite, le unghie spezzate, le strade perdute

distesi

d i s c i o l t i

con gli occhi socchiusi

le ciglia di raggi.

Siamo fatti di cielo

Mi sono svegliata e ad occhi chiusi ho sentito il mio primo respiro: d’aria; e poi un altro: d’aria, di cielo.

Siamo vive, ho pensato. Siamo salve. Certo con il plurale pensavo alle gatte, che sentivo, ma subito dopo anche che avevo continuato a girare per le sette volute del labirinto, anche insieme a te. Poi, che neanche ti ho detto buon viaggio, che oggi riparti. Ma come potrei? D’un viaggio che conosciamo entrambe così bene anche se forse non l’abbiamo mai fatto insieme, ma per tutte le volte che l’abbiamo fatto io verso di te e tu verso di me, per le volte che ci siamo aspettate a vicenda alla stazione della città-cartolina e di questa è come se adesso fossi lì al tuo fianco e come se tu lo fossi stata al mio in tutte le innumerevoli andate/ritorno.

Ma tu a proposito che fai oggi, vai o torni? E’ difficile a dirsi, non credi? Passano le stazioni, le fermate, le porte aperte e poi richiuse, le ripartenze, il verde a scorrere. Sei già arrivata al lago? Penso, e mi chiedo se starai guardando l’acqua (ti prego non guardare, non pensare, non pensare all’acqua come io ho fatto per giorni, a quel suo respirare / non respirare più / addormentarsi forse / poi galleggiare senza più peso, chiedendomi com’è stato e come sarebbe), oppure se ti sarai addormentata prima, molto prima e ti sarai svegliata dopo, molto dopo, e svegliandoti avrai sentito il respiro che ti entra dentro, d’aria, di cielo…

“Siamo tutti sc…

“Siamo tutti schiavi del destino: qualcuno é legato con una lunga catena d’oro, altri con una catena corta e di vile metallo. Ma che importanza ha? La medesima prigione rinchiude tutti…” Seneca

Per ricominciare bisogna saper accettare le nuove strade che ci pone il destino: non esiste cosa più difficile. Ma più ti ribelli, più ti dibatti, più le catene feriranno.