19/12

 

Da quando lui se n’è andato sento il freddo.

Penso a sua madre e a quando mi hanno detto che diceva che lui era freddo, e poi dopo un po’ che era ancora più freddo. Mi sembra allora che il gelo del mattino mi sia penetrato dovunque nelle ossa, fino ai polpastrelli, e che si stia insinuando in tutte le mie parole.

Non ricordo neanche d’aver mai ricevuto un bacio, né di averne desiderato uno.

 

 

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09/11

(…)

Vorremmo fosse sempre così:

delle foglie un lieve crepitare

sull’erba liscia un alito d’autunno

la notte quieta, che aspetta la civetta.

 

Vorremmo fermarci:

raccontare una favola, sognare una carezza

 

ma la terra è viva.

(…)

 

31/10

Il mattino dopo abbiamo scherzato sulla faglia: abbiamo detto di andare un giorno lassù su quella montagna per guardarla da vicino e allora scegliere dove ci sarebbe piaciuto di più stare un giorno, se di qua o di là, se a nord o a sud, se a destra o a sinistra di quella strana spaccatura nera. Abbiamo fantasticato sul panorama di qua e di là, sullo strapiombo verde azzurro,  e forse in fondo il mare.

Ma poi la terra ha ricominciato a tremare: tremano le vene con la mente e con i passi, sprofondano nelle viscere della terra le vane certezze, le guerre, le ansie, le gioie, i pensieri

s v a n i t i

che è solo terrore, smarrito

respiro

in ascolto

sospeso.

 

(…)

20/10

Il pelo candido é ricresciuto dov’erano le ferite, anche le unghie che si erano strappate sono ricresciute.

Lei come ha sempre fatto cammina: male ma cammina; corre: male ma corre; lei si arrampica, salta, atterra, va e viene comunque, ma non si allontana più, non più di tanto. Lei torna presto, scruta, resta.

(non ti allontanare, non ti allontanare)

(…)

La sera della volpe

 

Perché poi ti dimentichi. Nel tempo che cancella, nell’ansia che hai di una musica ti dimentichi di quel che hai visto accadere anche nel più perfetto silenzio: della volpe che é apparsa d’improvviso furtiva, come fa l’amore, del balzo al cuore ad il suo passo, delle orecchie, la coda, lo sguardo, di quando poi é sparita in quel punto giù in fondo al bosco, di quando per giorni già sapevi che avresti continuato a fissare quel punto, quello stesso punto.

 

03/12

Non ho paura della terra
che eppure ho sentita tremare
non ho paura dei venti
che eppure ho visto spazzare via

non ho paura dei mari tempestosi che ho navigato
degli abissi infimi che ho risalito
dei fuochi ardenti
delle giungle
dei deserti

di tutte le piccole e grandi creature
che li popolano, che li animano
non ho paura:
ho paura dell’uomo.

 

Una fuga

Ecco, mi fermo. La lingua smette di battere, la testa di pulsare, le gambe di andare, io tutta meravigliosamente di dover fare. Mi fermo: il respiro quieto come le foglie gialle.
Ecco, taccio. Che se taccio sarà come se non fosse mai successo.
Ecco, faccio come faceva lei continuamente: dormo. Che se dormo non lo vedrò, e neanche lo ricorderò.
E’ una fuga senza biglietto e senza valigia questa mia, senza passaporto, senza attese.