Ho messo in fila le mie parole

E’ stato come

ritornare a casa

(in tutte le case)

 

è stato come lucidare gli argenti

sfogliando le ore buie e quelle brillanti

 

(le musiche a ondeggiare sopra al frastuono)

 

è stato come temperare i colori

(tutti i colori)

riordinare i pennelli

le vaschette degli acquerelli, pulite.

 

E sotto alle coperte di sogni

ormai troppo sottili

(comunque)

un tepore.

 

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Il mio fiore (che non marcisce) per lei

(un esperimento fonetico a ritmo costante)

 

13/01/06

 

Vengo da te

per l’ultima volta

 

vengo da te

per capire

se è vero

 

ancor più sola

vengo

ancor più smarrita

guardo

 

e tra le lacrime

rotaie

intrecciate

e pietre

sporche

e un orologio

blu

e un gabbiano

lento

e una nave

lontana

e alberi

spogli

nella nebbia

increduli

scorrono.

 

Vengo da te

e il giorno

sconvolto

tramonta

e una fila di luci

s’accende

e il cuore

si stringe

ancora

e ancora:

 

cerca

il tuo sorriso

che non vedrò

e la tua voce

che non udrò.

 

28/10

 

Quando non mi trovi è perché mi sono persa

tra il rombo dei motori, il rullìo degli pneumatici in corsa

il ronzio degli aspiratori di quel ristorante sul retro

una sega elettrica, dentro a un garage.

 

Sono perduta come quei trilli lontani d’uccelli tra un fragore e l’altro

come la musica della pioggia

le voci del vento.

 

Guardo lo spicchio di cielo grigio tra le case

le gocce scivolare sui vetri

il grande tiglio che dondola muto le foglie gialle

ma non so se l’autunno mi troverà.

 

Il mio cuore non é venuto con me

 

Non è nel rumore di queste strade grigie

negli alberi conficcati nei marciapiedi

 

(agli incroci cadono le parole, morendo come le foglie incolori

spazzate via dalle donne stizzite sulle soglie)

 

non c’è il mio cuore:

stretto alle sbarre dell’autobus in corsa

gli occhi in fuga sul campanello rosso

inghiottito dalle strisce pedonali

arrivato nella schiena premuta sulla porta

finalmente chiusa.

 

28/08

 

Vagando

tra gli angoli degli squallidi cortili

dalle grondaie storte, le serrande scolorite

alle pietre sui tetti di lamiera

fino ai tozzi di pane dei piccioni

ed un geranio rosso, troppo lontano

 

le parole che nessuno ascolta

s m a r r i t e

 

senza orizzonte

senza sogno.

 

22/07

alberoross

C’eri tu

la notte del temporale

negli scrosci, nella quiete

 

c’eri tu

nel vento del mattino

e nei passi lenti del ritorno

 

ed oggi c’eri tu

nel giorno dell’angolo ombroso

sotto alle foglie rosse.

 

Non c’eri, eppur c’eri

d’un bruno gesto indistinto

di presagito profilo.

 

11/06

 

E’ nell’ape che fa l’amore coi fiori di tiglio

in questo profumo

in questi lenti istanti della sera

 

la vita.

 

04/06

 

Senz’altro bagaglio che di pagine abbozzate

senz’altro colore che di scampoli sbiaditi

senz’altro sospiro che un sorriso sconosciuto

 

le parole che nessuno ascolta

s p e r d u te.

 

I punti

ric

punto su punto

istante su istante

r  e  s  p  i  r  i

su respiri

 

giorni e notti tessuti

di musiche e silenzi, di risa e di singulti

filati nella luce

sospesi dentro al buio

lasciati, rigirati, ripresi, ricontati

stretti

d  i  s  t  e  s  i

 

amati e odiati

rimirati e ignorati

mai rinnegati

punti

i  n  f  i  n  i  t  i

 

14/08

Dov’é quello che ti quieta

 

in questa luce che smorza l’estate

i muri, l’asfalto

tra queste onde di ricordi, le scene, le date

tra tutti i fogli che stralci

i colori diversi

i sapori perduti

la sete.

 

In questo fragore che chiamano vita

quello che ti placa

dov’è?